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12 Mag 2009 - 14:07:10
Vendesi Virus via web !
Per imbattersi in un virus dell’influenza suina
non occorre aspettare l’arrivo dell’epidemia. È sufficiente ordinare,
esclusivamente online o via fax, un fiala del relativo ceppo di tipo A e
sottotipo H1N1, al supermarket dei microorganismi infettivi dell’Atcc. Il leader
mondiale per la distribuzione di materiale biologico........

...................meglio noto come American type culture collection.
Al prezzo di 598 euro, tempo i 5 giorni della
spedizione, anche un privato può così ritrovarsi in mano un’arma capace di
contagiare l’intero pianeta, con le istruzioni per maneggiarla.

Senza contatti personali, o supervisione preventiva da parte di governi e controllori
terzi. Firmando una semplice liberatoria in cui si giura che il campione,
acquistabile con carta di credito su internet, verrà adoperato a scopi
professionali o di ricerca. La banca biologica dell’Atcc comprende decine di
migliaia tra patogeni, bacilli, batteri, linee cellulari, colture, ibridi,
sostanze tossiche, e oltre 2000 virus, inclusi quelli più letali per l’uomo.
Alcuni flaconi di colera suino, botulino e antrace targati Atcc furono rinvenuti
persino all’università di Bagdad, dopo la caduta del regime. La sede del
deposito centrale è a Manassas in Virginia. Ma uno stock di 5000 fialette è a
disposizione (per ordini rapidi) delle 7 sedi affiliate del distributore
europeo. Una delle quali si trova in Italia: in provincia di Milano, a Sesto
S.Giovanni via Venezia 23.

influenza suinaIncredibile.
È il pensiero che non si riesce a scacciare scrivendo quest’articolo. Proprio perché
la vicenda ha implicazioni forti, sarebbe tuttavia inutile sprecare spazio in
commenti. I fatti parlano da sé. Prima di impostare l’ordine d’acquisto,
spulciamo sul catalogo Atcc la lista degli “Animal virus”. Alla voce “Swine
influenza”, influenza suina, figurano cinque prodotti, ognuno contraddistinto da
una sigla. Gli agenti Vr-333 e Vr-99 corrispondono a un “Influenzavirus type A,
serotype H1N1”, isolato in un maiale dello stato dell’Iowa. L’organismo che ora
lo ospita fungendo da vettore, è un embrione di pollo di 10 giorni, che alla
temperatura d’incubazione di 33.5 gradi resiste fino a 2 giorni solari.

Il virus influenzale siglato Vr-897, ceppo “A/New Jersey/8/76”, è
addirittura il capostipite storico di tutte le epidemie suine: quello
manifestatosi nel 1976 nell’istallazione militare di Fort Dix, New Jersey,
mietendo vittime tra i soldati. Vr825 e Vr1520 sono invece influenze umane di
cui si dimostra la “reazione incrociata con l’influenza suina H1N1”. Tra i virus
alla base della “Sindrome respiratoria porcina”, ce ne sono in vetrina almeno
11(Vr 2332, 2384, 2385, 2386, 2428 ecc), accanto ad altri 8 tra enterovirus e
rotavirus porcini. Alla fiera degli agenti contagiosi non mancano inoltre lo
Swinepox virus (vaiolo dei maiali), gli Erysipelas bacteria suini, e
innumerevoli varietà di influenze bovine, feline, canine, equine, aviarie
(influenza A dell’anatra, Vr1331). Per non parlare dei ceppi di virus mortali e
veleni, disponibili attraverso un secondo deposito gemello gestito da Atcc
(www.beiresources.org). Nomi spesso esotici che evocano scenari apocalittici.
Ognuno col suo codice per l’acquisto. Dal batterio della peste (Yersinia pestis)
e della tubercolosi all’encefalite, dalla febbre del Dengue al West Nile. E poi
Sin Nombre, Hantaan, Lumbo, Trivittatus, S.Angelo, Inkoo, Tahyna, Melao, Trocara
e Febbre gialla. O ancora Polio, Vaiolo, Papillomavirus, Staffilococco aureo. E
le neurotossine di Antrace, Botulino, Ricina,

Proviamo ad avviare l’ordine dell’influenza suina Vr-333. Costo unitario 598 euro.
Come chiarisce la pagina “How to order” sul sito www.lgcstandars-atcc.org, la
procedura si può effettuare solo attraverso la “shopping cart” elettronica o un
numero fax. A precedere una scarna scheda anagrafica, le istruzioni per il
pagamento: con assegno alla United Kingdom Bank del Surrey, tramite agenzia di
Money transfer, o immediato con Visa o Mastercard.

Nelle note a pie’ di pagina ci avvertono che «spetta
all’acquirente la responsabilità per il rispetto delle regole locali sui
prodotti Atcc, non intesi per l’uso sull’uomo». Lo stesso si legge nel Material
transfer agreement e nel Customer acceptance of responsibility form 62,
scaricabili in rete: «Il compratore è l’unico responsabile del rispetto di
leggi, statuti, ordinanze, regolamenti, stranieri, domestici, federali,
statali». Mentre il deposito di Manassas è guardato a vista, a chi prenota il
virus della suina la sezione “Livelli di biosicurezza” comunica ciò che segue:
«I prodotti Atcc vengono inviati a condizione che siate i soli responsabili per
il loro corretto stoccaggio, trattamento e utilizzo. Atcc non è responsabile per
danni o ferite risultanti dall’uso dei materiali. «Fa carico al ricevente la
responsabilità di garantire l’appropriato contenimento per il laboratorio dove
si svolgeranno le manipolazioni». Il rimando a un’infarinatura di biosicurezza è
alla guida del sito del Center for disease control. Per attivare l’ordine resta
soltanto da compilare un “breve modulo”(application form).

Con una “descrizione in termini generali di come i prodotti saranno usati”, nello spazio
di dicasi tre righe. Nel modulo si chiede di barrare il tipo di organizzazione o
soggetto richiedente, da una lista ultra vaga che abbraccia l’universo mondo:
«Università/Istruzione, Ospedale/Clinico, Ricerca/Fondazione, Manifattura,
Alimentare/Agricoltura, No profit, Biotecnologia/Bioscienze, Governo, Uffici
legali, Industria, Farmaceutica, Cosmetica, Ambiente, Laboratorio diagnostico o
a contratto, Distributore, Altro (specificare)». Oltre la soglia del ridicolo
l’appello a fornire il profilo sintetico del cliente, e del lavoro svolto nel
suo laboratorio, “su carta intestata dell’organizzazione». Un timbro falsicabile
con un banale scanner e l’accesso internet. Atcc si impegna a una verifica “di
base” e formale dell’accreditamento. Quella che si può fare in cinque giorni,
ovvero nessuna seria. D’altronde senza contatti de visu, e da migliaia di km di
distanza, sarebbe un po’ difficile. Il modulo compilato va quindi inviato al
rappresentante locale, per l’Italia al fax 02-24126831. Autocertificando con una
firma in calce il proprio livello di biosicurezza (1, 2, 3). L’obbligo di un
curriculum minimo dell’utente finale vale solo per i prodotti di livello 3, non
ad esempio per la febbre suina. Per eventuali comunicazioni rimangono i canali
mail e fax.

In origine l’American culture collection era stata pensata
come un “ente neutrale senza fini di lucro scevro da conflitti di interesse”.
Con la missione di democratizzare gli strumenti della ricerca, in modo da
renderla accessibile agli scienziati dei Pvs, o fuori dal giro delle grandi
università. Nella società proto tecnologica del 1925, acquisire microorganismi
per poi redistribuirli aveva un senso, ma oggi i potenziali rischi superano di
gran lunga i benefici. Terrorismo a parte, un virus sfuggito accidentalmente a
qualche ricercatore fai da te (per la gioia dei big del farmaco), grazie alla
globalizzazione impiega poche settimane a infettare il pianeta. L’Atcc, aldilà
del prodotto fornisce per giunta le istruzioni e gli ausili per manipolarlo.
All’aspirante bioscienziato viene rivolta la testuale domanda: «Need help
growing your culture?», bisogno d’aiuto per sviluppare la tua coltura? E via con
appositi bollettini tecnici che insegnano come rianimarla, maneggiarne una
virale, crioconservarla o eseguire microanalisi.

spediti a domicilio!
Comodamente a domicilio vengono spediti anche reagenti,
membrane, nucleotidi, farmacopea, vettori e kit. In una parola l’occorrente.
I tempi dell’idealismo no profit sono lontani. Il 41% dei 17.000 compratori è
privato (e il 25% non americano). È la stessa Atcc ad ammettere che “la
biotecnologia è caratterizzata da una visione molto più commerciale che in
passato”. Termini quali licenza, benchmark e soddisfazione del cliente sono
diventati pane quotidiano. Tutto normale se si trattasse di una fabbrica di
saponette. Ma qui vendono virus.

Pochi giorni fa gli scienziati di Fort Detrick nel Maryland,
già luogo di ricerca del sospettato n.1 delle buste
all’antrace, han denunciato la sparizione di 3 esemplari di virus dell’influenza
equina. L’ipotesi di un fallout biologico, più o meno involontario, non è ormai
relegabile alla trama di un serial di culto del genere I sopravvissuti. Nè agli
attuali teorici del complotto sarà sfuggito il fatto che pure l’influenza dei
suini messicani è in realtà una chimera, di derivazione suina, aviaria e umana.
Altrettanto simile a uno scherzo di natura quanto a un incrocio da laboratorio.



Fonti: libero-news.it

http://www.sentistoria.org/portal/html/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=5531&mode=thread&order=0&thold=0
Admin · 254 visite · 3 commenti
Categorie: MEDICINA / SALUTE

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http://lavoriamoperlitalia.blogitaliano.com/Primo-blog-b1/Vendesi-Virus-via-web-b1-p27197.htm

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